Il 29 aprile riflettori puntati sul matrimonio dell’anno. Il principe William, sposerà la sua fidanzata di sempre, Kate Middleton, ragazza borghese dal sorriso Contagioso che ha già conquistato i cuori degli inglesi.
I media sono concentrati sull’evento da molte settimane, hanno raccontato più volte i dettagli di questa storia d’amore che dalle aule di un college si sublima nella spettacolare abbazia di Westminster e l’opinione pubblica mondiale potrà seguire il matrimonio in diretta televisiva. Insomma un evento dall’Aura rosa e romantica che riporta in auge l’istituzione del matrimonio e fa venir voglia di indagare sugli effetti che un’unione stabile e duratura ha sulla salute dell’uomo.
Sono numerosi gli studi che negli ultimi anni hanno posto l’attenzione sugli effetti positivi del matrimonio sulla salute. L’ultimo è proprio recentissimo: analizzando i dati raccolti per il Longevity Project, un progetto di studio davvero interessante perché ha seguito un gruppo di 1500 americani sin dal 1920 e ha sfatato un mucchio di luoghi comuni riguardo alla longevità, i ricercatori Howards S. Friedman e Leslie R. Martin hanno concluso che il
Inoltre, stando a uno studio pubblicato sul British Medical Journal, il matrimonio aiuta i coniugi a mantenersi in buona salute. Un vantaggio evidente soprattutto sugli uomini: secondo quanto spiegato da alcuni studiosi dell’Università di Cardiff, l’Influenza della moglie fa sì il marito abbandoni gli stravizi e si prenda cura della propria salute.
Anche per le donne i vantaggi di un
Un sondaggio condotto qualche mese fa su 1200 donne italiane, sposate o conviventi, dimostrò che l’80% delle donne dichiarava che la propria vita sessuale era nettamente migliorata dopo il matrimonio. Questi dati potrebbero dare nuovo vigore a un’istituzione ritenuta obsoleta e conservatrice. Secondo l’Istat, infatti, il numero di matrimoni celebrati oggi sono molti di meno rispetto a quelli che avvenivano negli anni Settanta: nel 1972 si celebravano 420mila matrimoni mentre nel 2008 le unioni celebrate non sono state più di 246.600. Merito, certamente, di una maggiore libertà e dell’opportunità, oggi globalmente accettata, di poter convivere invece che sposarsi.




