I giorni di Natale per molte persone rappresentano un’occasione per stare accanto ai propri cari, agli affetti, in famiglia. Per molte altre, invece, la convivenza con i familiari viene vissuta come una costrizione, una convenzione che si è costretti a seguire malvolentieri.
E il Natale, in questo contesto, diventa anche un momento per fare bilanci, ripensare ai rapporti familiari e affettivi. Tutti gioiscono e l’impegno di acquistare regali, preparare l’albero, l’atmosfera stessa del Natale acuiscono la solitudine, il rancore, la tristezza di chi vive momenti di malinconia o di insoddisfazione personale.
Gli esperti la chiamano Christmas Blues, quella tristezza che accompagna i giorni di festa, una malinconia che può rendere più apatici e tristi del solito.
La psicologa e psicoterapeuta Francesca Saccà spiega che gli anziani o i giovanissimi sono immuni da questo malessere, che invece può colpire con maggiore probabilità persone con più di 30 anni, che sono costrette ad uscire dalla loro routine quotidiana per convivere con familiari e amici, in un confronto che spesso si rivela insoddisfacente e fa venire a galla una serie di problematiche emotive ed esistenziali che normalmente vengono meglio gestite.
Angelos Halaris della Loyola University aggiunge che in periodo di crisi anche le difficoltà economiche possono influire sullo stato d’animo e favorire il presentarsi di malinconia e apatia. Come gestire la Christmas Blues?
L’esperta consiglia di impegnarsi per essere più flessibili, per riuscire a dire qualche no e agendo anche seguendo i propri desideri.
Inoltre non dimenticare che dal confronto, per quanto possa sembrare frustrante, può nascere qualcosa di costruttivo per se stessi e per ripensare a cosa si può fare per migliorare e stare meglio.
E Halaris invita a ripensare al concetto di feste natalizie, ricordando a se stessi che possono essere un momento per prendersi cura di sé, per dormire di più, per dedicarsi a ciò che più ci appassiona, ma anche per uscire all’aperto, anche nei giorni freddi, per godere il più possibile della luce naturale e restare all’aperto almeno un’ora al giorno.






