Gentile signora, è comprensbile lo stato di frustazione che traspare dalla sua richiesta. Infatti il disturbo cui fa riferimento le impedisce di vivere pienamente la sua vita affettiva e rende spiacevole ciò che dovrebbe essere gratificante e positivo per il benessere di coppia. Purtroppo le informazioni che fornisce nella sua lettera sono piuttosto limitate e non consentono di inquadrare in modo completo la storia di quanto le sta accadendo dalle possibili prime cause iniziali fino all'evoluzione attuale.
Come prima ipotesi, in cosiderazione del perdurare dei sintomi e dello scarso risultato delle terapie fin qui effettuate, si potrebbe sospettare una vulvodinia, vale a dire uno stato di attivazione infiammatoria cronica delle terminazioni nervose della zona dell'imboccatura vaginale. Tale situazione determina uno stato di ipersensibilità dolorosa della zona che può essere esacerbata dal contatto con fattori scatenanti chimico fisici come a lei succede, senza dover pensare ad una allergia alle proprie secrezioni vaginali. Si tratta naturalmente di impressioni generali che andrebbero approfondite con l'aiuto di un medico di sua fiducia con particolare preparazione nel trattamento del dolore sessuale. Cosa che le consiglierei di fare poiché sono possibili nel caso si trattasse effettivamente di vulvodinia, terapie che consentono, nel tempo, un buon miglioramento della sintomatologia. Cordiali saluti Piergiorgio Biondani.