In un periodo in cui le
Tra le allergie più comuni, quelle alimentari sono le più riconoscibili. Innanzitutto, bisogna fare una differenza tra allergia ed intolleranza, spesso ritenute uguali. L'allergia, infatti, insorge quasi subito dopo l'ingestione di un alimento allergizzante e non è correlata alla quantità di cibo ingerito, mentre l'intolleranza è legata alla quantità di esposizione all'alimento in questione.
L'allergia alimentare di sviluppa soprattutto perché il sistema immunitario risponde in maniera sbagliata agli antigeni di determinati alimenti, soprattutto proteine: è il sistema gastrointestinale che dovrebbe bloccare gli antigeni, ma poiché nei lattanti non è ancora ben sviluppato può venire meno questa sua funzione, provocando reazioni allergiche che colpiscono solitamente l'apparato respiratorio (con asma e congiuntivite), l'apparato gastrointestinale (con diarrea, dolori addominali e vomito) e la pelle (con Orticaria ed
Va detto che generalmente queste allergie scompaiono entro i 3 anni di vita; la predisposizione alle allergie è però un fattore determinante: se un genitore è già allergico, il bambino avrà circa il 45% di possibilità di sviluppare anche lui allergie alimentari; la percentuale sale quasi al doppio, all'80% circa, se entrambi i genitori sono allergici. È importante quindi prolungare, soprattutto in questi bambini con predisposizione genetica, il più possibile l'allattamento al seno, che permette di usufruire degli anticorpi materni.
Gli alimenti più a rischio di sviluppare allergie sono il latte vaccino, le
Ovviamente - se si osservano sintomi quali orticaria, eruzioni cutanee, difficoltà respiratoria, gonfiori, dolori addominali, Vomito - l'alimento scatenante va eliminato dalla dieta, magari reintroducendolo, sotto stretto controllo pediatrico, dopo qualche mese. Inoltre, nella dieta di esclusione degli alimenti incriminati, va valutato attentamente l'apporto nutritivo che viene a mancare, sostituendolo con somministrazioni extra dei nutrienti mancanti.
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